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giovedì 17 marzo 2011

Le dieci cose che servirebbero per rifondare l'Italia. Ecco il mio elenco






Oggi si celebra l'Unità d'Italia. E' una giornata speciale anche per questo blog: la dedicheremo alle cose necessarie per far rinascere questa nostra nazione. Qualcuno ci ha mandato un suo elenco altri li abbiamo cercati e scelti noi facendo anche deviazioni sul tema, seguiteci: ci saranno molte sorprese in questa giornata, tanti post da leggere e guardare. Ecco, per incominciare, il mio elenco delle cose che servirebbero per rifondare e far rinascere l'Italia.



LE DIECI COSE CHE SERVIREBBERO PER RIFONDARE L'ITALIA


  1. Che la parola onesto non facesse più rima con coglione. 
  2. Che si rispolverasse questa frase latina, che troppo spesso abbiamo dimenticato ma che è per tutti una piccola regola di vita: "Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere" (Traduzione: "Le regole del diritto sono queste: vivere onestamente, non recare danno ad altri, attribuire a ciascuno il suo").
  3. Che non si avesse paura di riscoprire la parola "silenzio" così come l'ho sentita declinare da Enzo Bianchi, priore della comunità di Bosè: "Il silenzio ci insegna a parlare, ci aiuta a discernere il peso delle parole, porta a interrogarci su quanto abbiamo detto o sentito: nessun mutismo, ma quel silenzio che restituisce ad ogni parola un significato, che impedisce ai suoni di diventare i rumori che trasforma il "sentito dire" in ascolto".
  4. Che si tornasse a ragionare di scuola così come l'ho sentito fare nelle parole dello scrittore Domenico Starnone: "La scuola peggiore è quella che esclama: meno male, ne abbiamo bocciati sette, finalmente abbiamo una bella classetta. La scuola migliore è quella che dice: che bella classe, non ne abbiamo perso nemmeno uno".
  5. Che fosse un'Italia senza paure: paura degli altri, paura del diverso, paura del potente, paura del delinquente, paura del prepotente.
  6. Che fosse un'Italia di uomini e di donne cittadini e non di uomini e di donne divisi in chi sta sopra e chi sta sotto.
  7. Che fosse un'Italia capace di coltivare la propria memoria, sapendo investire su di essa. Affinchè possa imparare dagli sbagli commessi e possa far fruttare le eccellenze di un tempo.
  8. Che fosse un'Italia in grado di rispettare i giovani così come i vecchi. Dando ai primi i giusti strumenti per crescere e scommettere sul futuro e ai secondi le giuste sicurezze per ripagarli delle fatiche di una vita.
  9. Che fosse un'Italia in grado di mettere ognuno in condizione di far fruttare i propri talenti senza penalizzazioni e senza corsie preferenziali: con l'onesta dei giusti.
  10. Che non ci fossero più le condizioni in Italia per far dire alla mia amica Luisa che gira il mondo per lavoro "ma all'estero è diverso" e alla mia amica Belkys che vive in Venezuela "Sveglia!".

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