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mercoledì 7 luglio 2010

Tagada'




La serata promozionale a un euro al Luna Park e' come il 3 per 2 dei petti di pollo al supermercato vicino casa, lo scudo fiscale per chi ha portato i soldi in Svizzera: un'occasione alla quale e' difficile dire di no. Così ieri serata al Tagada', roba per adolescenti dove l'iniziazione alla vita adulta non sta piu' nella prova di coraggio in piena foresta, ma nel stare in piedi al centro della pedana della giostra mentre le casse sparano a paletta "Waka waka" di Shakira. Ecco l'Italia del futuro: il 14enne vestito come un amministratore delegato all'ora dello Spritz, camicia maniche lunghe due giri sopra i polsi e mocassini; la coetanea che sogna uomini e donne, miniabito, trucco da uniposca e quella che vuol fare la valletta prima e l'europarlamentare poi, strizzata in un top da terza abbondante. C'è anche il tamarro che sogna da rapper ma che e' destinato all' altoforno, perché ormai quello che gli esperti chiamano ascensore sociale in Italia non c'è più. Stanno tutti al centro della pedana, saltano, ballano si impegnano come fossero ad un test d'ingresso alla Bocconi: si giocano il loro futuro da adolescenti, la loro prossima conquista, l'esito di questa serata al mare.



Il Tagada' sbuffa, si gira, si impenna come un toro meccanico e poi frena di schianto: fine corsa. L'amministratore delegato, la valletta, la tronista e il tamarro se ne vanno insieme. Io e mia moglie li guardiamo: messi insieme hanno poco più della nostra eta' e la spavalderia di chi sul Tagada' sta al centro della pedana e guarda quelli ancorati sui sedili dall' alto in basso. Guardo mia moglie che si e' fatta le sue belle serate sul Tagada' quando in paese c'era la fiera e le sussurro in un orecchio: "chi glielo dice che troppo Tagada' da giovani fa venire la discopatia da vecchi?"....



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Location:Bibbona,Italia

1 commenti:

Antonello ha detto...

Chi glielo dice che dopo le giostre di Pasqua il mio collega di educazione fisica non accetta le giustifiche per distorsione alla caviglia...
Ma forse è solo un desiderio di rivincita.
O forse è solo sentirsi di un altro mondo.
E allora diciamocelo con orgoglio: siamo di un altro mondo!
O forse da rinchiudere sarò di certo io, che considero il luna-park come uno dei luoghi più tristi della mia gioventù, superato solo dal Carnevale.