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martedì 22 giugno 2010

Il destino della mensa di Adro: la lotta dei direttivi

In queste settimane sono un po' preso e non vi ho ancora aggiornato sul futuro della mensa di Adro. Do you remenber Adro? Quel paese dove il sindaco ha deciso che chi non pagava la mensa scolastica doveva essere messo a pane e acqua scatendando un putiferio e prendendo una bella lezione di altruismo da un imprenditore che si è offerto di pagare la mensa agli indigenti?
Bene, in questi giorni di giugno, è partito l'assalto all'associazione di genitori che si occupa della gestione della mensa, garantendo prezzi equi, cibo di qualità e dando pure lavoro ad alcuni dipendenti (il resto si basa sul volontariato) e, soprattutto, alla sua presidente Giuseppina Paganotti che aveva avuto l'ardire di definire "razziste" le prese di posizioni di quanti, genitori e amministratori, in quei giorni di lotte e contrasti volevano mettere a dieta i bambini delle famiglie morose, finendo persino per criticare l'imprenditore benefattore, arrivando a minacciare lo sciopero della retta perchè non era giusto che qualcuno pagasse per chi non aveva i soldi per farlo. Così, nei giorni scorsi, un gruppo di un centinaio di genitori (ne hanno riferito i giornali locali e pure qualche nazionale) si è riunito in aula consigliare (sembra concessa gratuitamente dall'amministrazione, quando normalmente il canone di locazione è di mille euro e le deroghe sono tutt'altro che frequenti) presente il sindaco e ha rinnovato il direttivo, con una procedura contestata dalla presidente uscente Giuseppina Paganotti. Lei qualche giorno dopo ha convocato l'assemblea per l'approvazione del bilancio (in cassa 80 mila euro frutto anche di una pioggia di donazioni arrivate dopo il clamore mosso dalla vicenda), contestando il nuovo direttivo e la nuova presidente (mamme che avevano animato la protesta sulla mensa e che non erano presenti all'approvazione del bilancio) con un ricorso alla magistratura amministrativa e indicendo per domani l'assemblea per il rinnovo cariche con le votazioni già fissate per il 26 e 27 giugno. Insomma, la signora Paganotti (e l'assemblea con lei) ha voluto fissare le tappe di un percorso trasparente nel quale se ribaltone sarà (c'è una petizione di 200 persone che hanno chiesto le sue dimissioni) ribaltone sia ma - ribadisce la presidente che dal '92 è anima e contabile volontaria dell'associazione - con un iter che non lasci spazi a giochi e giochetti dietro le quinte.
E il sindaco che dice? In una lettera che pubblichiamo qui sotto plaude al nuovo direttivo (di cui, a giudicare come si è mosso in queste settimane, è qualcosa di più di un mero simpatizzante), difende la scelta e la regolarità dell'assemblea "autoconvocata" e alla giornalista del Manifesto che gli chiede le ragioni di tanta partecipazione alla causa del rinnovo del direttivo spiega: «Solo perché voglio essere sicuro che a settembre, nella nuova scuola, il servizio funzioni correttamente».
Intanto il nuovo direttivo non ha perso tempo: si è presentato in banca e ha chiesto di poter gestire i conti, trovando lo stop di chi per quei conti ha la delega, Giuseppina Paganotti. Sinceramente mai vista tanta solerzia nel voler gestire un innegabile grattacapo come una mensa scolastica (croce e delizia di tante amministrazioni comunali e associazioni, scuole e aziende pubbliche che si fanno in quattro per garantire un vitto di qualità a prezzi decenti, binomio non sempre facile da far coincidere), ma mi pare che qui, più che le sorti dei commensali stiano a cuore le ragioni della politica e qualche voglia di rivalsa e vendetta per una vicenda che è scoppiata in mano ad alcuni suoi protagonisti.
Staremo a vedere come andrà a finire.

ECCO LA LETTERA DEL SINDACO DI ADRO

P6090005