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venerdì 4 febbraio 2011

Stranezze di una repubblica (con la erre minuscola)


I grandi della politica e i giuristi hanno sempre sostenuto che una legge più è epocale e più va condivisa, più è epocale e più deve essere lungimirante, costruita per i posteri, in grado di saper interpretare le mutazioni future: deve guardare al futuro e non alle contingenze del presente. I grandi della politica e i giuristi hanno anche sempre sostenuto che un politico, se non viene perseguito per le sue opinioni, ma per reati comuni, non deve sfuggire ai giudici, la sua innocenza deve dimostrarla davanti a loro e non autoassolversi in parlamento.
Stranezze di una repubblica. La nostra.
1) Ieri la commissione bicamerale sulle riforme è finita in pari sul progetto di federalismo fiscale. Fine poco gloriosa di una riforma epocale, vittima di qualche calcolo politico, ma anche di quale perplessità di sostanza (vedi i dubbi dei comuni e i tentativi di mediazione del ministro Calderoli)? No, il governo va avanti e promulga il decreto contro il Parlamento: addio condivisione di una riforma epocale, addio lungimiranza, visto che l'unico motivo del blitz è staccare un bonus a favore della Lega in un governo traballante.
2)La Camera dice no alla perquisizione nell'ufficio del commercialista di Silvio Berlusconi, che il presidente del consiglio ha indicato come sua pertinenza. La perquisizione è un chiaro gesto di intimidazione? No, la procura sta lavorando, fino a prova contraria, su reati comuni come concussione e prostituzione minorile. Il no dei deputati ha il sapore della difesa di una casta.
3)Il Senato si prepara a convertire in legge italiana la Convenzione di Lanzarote dell'Unione Europea. Una convenzione che fa fronte comune contro reati come pedopornografia, prostituzione minorile, riduzione in schiavitù. Per rendere più incisiva l'offensiva giudiziaria contro questi reati la Convenzione prevede (come già per i reati di mafia) che siano le meglio attrezzate procure delle città sedi di Corte d'appello (i capoluoghi di regione più Brescia e Catania, per intenderci) ad occuparsi della materia. Già ad ottobre, però, la Camera dei deputati aveva tentato senza successo di modificare la norma restituendo ai pm dei tribunali (le cosidette procure circondariali) la competenza per questi reati. Ora il Senato torna alla carica riproponendo quell'emendamento. Il dubbio sorge spontaneo: non sarà perchè, se fosse accolta la modifica, ad indagare sul premier per prostituzione minorile non sarebbe più legittimata la procura distrettuale di Milano, ma quella circondariale di Monza? Chi propone l'emendamento sostiene che è solo per rendere più incisive le indagini su questi reati odiosi che rischiano di perdersi nei meandri degli uffici delle grandi procure. Il dubbio, però, resta.
Stranezze di una repubblica. Con la erre rigorosamente minuscola

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