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martedì 16 agosto 2011

Ferragosto di nani

I momenti di crisi, un tempo imponevano i governi di Unità nazionale, le larghe intese, le convergenze. Oggi l'estate ha portato un ferragosto di nani e ballerine, una politica senza stile e senza freni inibitori. Sentire ieri a Ponte di Legno Bossi dare del nano di Venezia a Renato Brunetta spiegandogli, in un discorso di alta politica, che non doveva "rompere i coglioni sulle pensioni" è il segno di un dibattito forse mai caduto così in basso. Che Brunetta non sia un mostro di simpatia è risaputo, che non goda di grande seguito pure, che le pensioni vadano difese e le risorse cercate altrove siamo tutti d'accordo, ma lo stile in politica è essenziale, è lo stile di una nazione. Lo stile non è ipocrisia (si possono dire le stesse cose senza trascendere), lo stile è sostanza, è uno degli aspetti dell'autorevolezza di un Paese.
In passato avete mai sentito un Berlinguer dare del nano in pubblico a Fanfani? O qualche parlamentare dare del ciccione a Spadolini? Ora ci si insulta tra ministri in un momento in cui la coesione d'intenti e di progetti dovrebbe essere totale.
Così il teatrino della politica diventa un circo e il ferragosto una festa per nani e ballerine. L'ultimo sguaiato passo di danza prima della fine...

sabato 14 agosto 2010

Ferragosto, consoliamoci con la giostra

Ferragosto: il tempo e il mondo si sono fermati. Persino le mail in questi giorni sembrano pigre come l'intestino della Marcuzzi prima della cura Activia. Le uniche bizze le fa il tempo e manda Milano quasi sott'acqua.
Ma i temporali, quelli veri, sono in casa Pdl e nel salotto Tulliani-Fini, con tanto di giornali che confondono, nella foga del "dagli al traditore", la donna boccolosa del presidente della Camera con la vicina di ombrellone, una ex attrice bresciana, Lilli Franceschetti Bianchi (nella foto sotto) che potrà ridere di questo Ferragosto che gli ha ridato la notorietà perduta (fece un film con Verdone e poi ripiegò felicemente nel ruolo di madre).

Come al solito i leghisti hanno scelto il soggiorno di Ponte Di Legno e il "castello" della famiglia Caparini per i loro proclami di metà estate: ho letto i primi lanci di agenzia frutto dell'assedio mediatico a Bossi e non mi sembrano, per ora, un granchè. Insomma, il Ferragosto si profila moderatamente noioso e stanco, come un pomodoro raggrinzito e un limone appassito abbandonati in frigoriferi vacanzieri.
Non ci resta che consolarci con la giostra. Con quel video che impazza su Youtube in questi giorni, con l'allegro orgasmo della ragazza che sperimenta con gusto la nuova attrazione di un parco divertimenti.
Dalle mie parti, Bassa Bresciana, si diceva spesso, di una donna che sapeva godersi la vita, "l'ha ga fat la giostra" ("ha fatto la giostra"). Vedendo questo video ho capito perchè. Buon Ferragosto a tutti

sabato 15 agosto 2009

Galleggiando a ferragosto


"Oggi vi dico la verità: amo Berlusconi e Tremonti, amo Franceschini e Bersani, amo Di Pietro, Bertinotti e Vendola, amo Ferrero e pure Veltroni, amo addirittura D'Alema e Napolitano, amo perfino Gelmini, Ratzinger, Maroni, Calderoli e financo La Russa... Lo psichiatra mi ha prescritto una vacanza". Jena (da La Stampa del 15 agosto 2009)


Ferragosto è uno di quei strani giorni in cui l'afa ti si appiccica al corpo come la fatica di vivere. In cui, se non sei lontano, ammaliato da spiagge e nuove scoperte, ti lasci galleggiare nel nulla, nel caldo, avvolgente, nulla. Un non luogo fatto di titoli di giornale che ti raccontano di una ripresa economica che forse ci sarà, di una politica che ama sostituire i fatti alle provocazioni, le polemiche ai confronti, di posti difficili come i centri per immigrati che l'estate del pacchetto sicurezza ha trasformato in polveriere come le carceri prima della legge Gozzini o di luoghi fantastici come gli azzurri fondali dell'Australia.
Ti lasci galleggiare nell'afa di ferragosto e ti interroghi sulle cento cose che ti possono bastare per vivere (dalla provocazione di un manager americano che ha chiesto sul web cosa sia veramente indispendabile). Leggi, pensi e sorridi quando scopri che c'è chi non potrebbe vivere senza scarpe da jogging. Guardi le foto delle tendopoli del Darfur, ti viene in mente San Francesco e ti verrebbe voglia di scrivere che fra le 100 cose indispensabili per vivere tu ci mettersi anche la libertà, alla bisogna, di mandare qualcuno a quel paese; meglio se attingendo al colorito dialetto bresciano (così anche la Lega è più contenta in questo ferragosto dove Bossi da Ponte di Legno, parla di idiomi locali e la Padania si improvvisa plurilingue).
Bighelloni in questo ferragosto silenzioso e ti imbatti nella storia di Stan Cattermole (ma questo più che un nome forse è solo uno pseudonimo), un bruttino stagionato, che delle sue disavventure con le donne rende conto su un blog che ha chiamato Bete de Jour (Bestia di giorno). Così forse non avrà mai una fidanzata, ma si è assicurato centinaia di lettori abituali, che seguono le sue avventure (o è meglio chiamarle disavventure?) sentimentali on line, famigliarizzando con la faccia deforme dell' Elephant man cinematografico nel quale Stan si è immedesimato. Il successo con le ragazze per ora non gli arride, ma nel mondo multimediale cucca come George Clooney. Stan, il brutto anatroccolo (così l'ha chiamato Francesca Paci su La Stampa di oggi) troverà mai la fidanzata? Nel ferragosto appiccicoso dell'ozio e delle fantasie tutto è possibile. Auguri, dunque: perchè fra le cento cose indispensabili per vivere io ci metterei senz'altro anche la speranza.