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lunedì 7 febbraio 2011

Chi non ruba è un cretino

Nei giorni scorsi Adriano Celentano ha spedito al Corriere il testo di un suo dialogo con Beppe Grillo. Un dialogo fra due spiriti contro che si incrociano spesso (andate al Bolognese, ristorante di Marina di Bibbona, la località dove Beppe Grillo ha la casa al mare, e troverete una foto che li immortale attorno ad un tavolo) e che oggi si prende un intera pagina del quotidiano di via Solferino. Nel dialogo si parla di sogni svaniti e di bisogni della gente, dell'esperienza politica del movimento del comico Beppe e delle battaglie contro il cemento del cantante Adriano. Si parla anche di una politica malata e di un'Italia che si ammala con lei, un'Italia in bancarotta che non ha bisogno di un leader credibile e onesto, ma di un curatore fallimentare. E Adriano Celentano chiude con una parabola: «Poniamo il caso che tu sia il mio datore di lavoro. Oggi, giorno di sabato, nel riscuotere la paga mi accorgo che per errore mi hai dato 5 euro in più del dovuto. Se faccio finta di niente e tiro dritto, dentro di me mi vergogno anche se si tratta di una miseria. La mia coscienza subito mi direbbe che se già comincio a rubare le cose che neanche mi servono, figuriamoci cosa farò quando il bottino sarà molto più grande e desiderabile. Gesù, quindi, ci sta semplicemente dicendo che per praticare l'arte dell'onesto cittadino come anche quella del ladro è necessario un certo allenamento. Per cui se fin da piccoli ci alleniamo a rubare, non dobbiamo meravigliarci se poi da grandi, si forma in noi la malsana idea che CHI NON RUBA è un CRETINO».
Un'amara verità alla quale noi italiani, dopo lo stupore iniziale, forse ci stiamo rassegnando, stanchi di indignarci e di essere derisi come visionari. Come un Adriano Celentano e un Beppe Grillo qualsiasi.

martedì 19 ottobre 2010

Adro: Cadei, il preside rock. Firmato Celentano




Gianluigi Cadei e Adriano Celentano. L'ex insegnante di ginnastica prestato alla dirigenza scolastica e l'ex molleggiato prestato alla società civile con i suoi sermoni. Il preside della scuola di Adro, colui che ha rimosso i simboli, l'uomo solo al comando di una pattuglia di ciclisti in cui nessuno, alla fine aveva voglia di affrontare la salita e l'ultimo strappo fino al traguardo, e il cantante-predicatore che ogni tanto lascia il suo rifugio ed esterna sull'Italia e gli italiani.
Così come ha fatto oggi sul Corriere della Sera in un intervento lungo una pagina che Ferruccio De Bortoli, il direttore, pubblica prendendo le distanze da qualche opinione forte, ma rispettando la sua libera espressione. Rock e slow, ecco dunque l'Italia di Adriano, un'Italia che come molti in queste settimane non può non fare tappa anche ad Adro, alla scuola dei simboli leghisti. Così se Bossi è slow, Gianluigi Cadei è rock, molto rock.
"Il Bossi-lento - scrive Adriano Celentano - se ne è guardato bene dal togliere quella miriade di falsi simboli con i quali il Sindaco leghista ha tappezzato la scuola di Adro. Ha dovuto pensarci il Preside. Bravo Preside! Tu sì che sei Rock! Con quei falsi simboli, c'era il rischio che gli abitanti del simpatico paesino si domandassero un giorno chi sono e da dove vengono"...
 Buona fortuna, preside Rock.